mercoledì 11 giugno 2008

Sorum


Titolo originale: Sorum
Paese: Corea del Sud
Anno: 2001
Regia: Jong-chan Yun


Un giovane tassista si trasferisce in un fatiscente palazzo alla periferia di una grande città, palazzo in odore di demolizione se non fosse che i pochi inquilini rimasti non hanno nessun interesse a cambiar casa. Subito dopo l'arrivo stringe amicizia con una donna vessata dal marito violento, provocando così la gelosia e la curiosità degli altri inquilini del piano.
Poco dopo si viene a sapere che nell'appartamento del giovane si è consumato un dramma e che questa morte è collegata a fatti ancor peggiori accaduti trent'anni prima.

Film più drammatico che thriller, più giallo che soprannaturale, più neorealista che realistico.. affonda le proprie radici in tradizioni e pregiudizi che trovano fondamento in una società alla disperata ricerca di se stessa, in perenne declino e senza via d'uscita. Uno sguardo terribile e maliconico sull'impossibilità di crescere ed il desiderio, insito in tutti noi, di ritornale all'ovile e a quella figura materna a volte fuori dagli schemi (una donna incapace di badare a chiunque, una ragazza isterica.. perfino un appartamento abbandonato), ma sempre disposta ad accoglierci a braccia aperte quando tutto sembra andare male.
Sorum sembra dare nuovo significato alla parola "casa" che assume la doppia valenza di edificio e di entità, di grembo materno ma anche luogo di prigionia.. dove si è protetti dal mondo esterno ma non dal nemico più pericoloso: se stessi.
Una spirale discendente, verso l'oblio e l'autodistruzione in una continua ricerca della felicità che immancabilmente sfugge ad un gruppo di protagonisti sempre più tristi, disperati e incapaci di domare le proprie emozioni.
L'unica soluzione rimane la fuga, dalla vita, dagli impegni, dal lavoro. Crescere lontani dalle proprie radici. Ma sarà davvero possibile?
Interpreti strabilianti, dialoghi intensi e fotografia crudele rendono questo titolo unico e decisamente interessante, nonostante i numerosi tempi morti e la drammatica staticità dell'intera vicenda. Ma non avrebbe potuto essere girato diversamente.
Da vedere.

Voto: 7,5

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